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PROVINCIA
ITALIANA DEI CARMELITANI
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Una realtà storica e monumentale è costituita, a ridosso delle Prealpi venete, dal complesso gotico-rinascimentale di S. Giovanni Battista in Serravalle di Vittorio Veneto (TV): il nome si riferisce alla città simbolo della Prima Guerra mondiale (1915-18) ma anche all'ultima propaggine di Valpadana, che al di là del Castrum e delle vestigia longobarde si riapre a sinistra nella Vallata dei laghi e a destra nella Val Lapisia o dei bacini idroelettrici verso la Sella di Fadalto, percorsa dall'autostrada A27 e dalla statale d'Alemagna, già strada Norica di pellegrini e commercianti che a Vittorio Veneto trovavano l'Hospitium di zona.
La chiesa di san Giovanni Battista risale al 1367 ad opera dei padri Francescani ed era in stile romanico con capriate a vista, coperte un secolo dopo da volte a crociera e divise da arcate gotiche in tre navate, con aggiunta di elementi rinascimentali: facciata, abside e chiostro sulla destra; il campanile è rimasto romanico. Rilevanti le cappelle Sanfiori e Galletti affrescate tra 400 e 500 da Antonio Zago e dal Maestro della cappella Galletti (Jacobello dal Fìore?).
Anche altre opere d'arte vi compaiono: affreschi seicenteschi del chiostro (storie di s. Francesco d'Assisi), e, allinterno, coro ligneo coevo, dossali in noce e legno dorato (scuola dei Brustolon), affresco staccato e pala di Francesco da Milano, pala di Jacopo da Valenza, pale e sportelli d'organo di Francesco Frigimelica (1570-1621) da Camposanpiero (Pd) allievo del Tiziano e pala di san' Antonio. Sempre del Frigimelica sono le due tele con san Nicola da Bari e altri santi (datata 1607) e san Rocco e la Madonna della Salute, sempre del 1607. Grandi tele di Agostino Ridolfi e tele di suoi scolari di cui in sacrestia puoi vedere la tela di un miracolo di s. Antonio, si veda inoltre, la bella tela di autore ignoto raffigurante s. Bernardino da Siena ed altri santi, crocifisso ligneo (sec. XVII), capitelli in pietra (sec. XV), lastre tombali (sec.XV-XVII), armadi, arredi, parati (sec. XVI-XX), vetri istoriati, organo meccanico da concerti, imitazioni di maestri stranieri e senesi (dei carmelitani Fadalti-Coan-Bedin), tavole e tele di G. Fiorentino, P. Lazzarini, E. Casagrande e ignoti ( sec. XVII-XX).
Laltare maggiore in marmo di Carrara è di stile barocco. Nel secolo XVII ai frati francescani sono succeduti i Padri Barnabiti, poi i padri Somaschi (sec. XIX-XX), quindi i Padri Carmelitani i quali si dedicarono alla educazione della gioventù: patronato maschile, seminario S. Andrea Corsini, Casa del Fanciullo (oggi Istituto alberghiero). Secondo il loro stile i frati Carmelitani hanno coltivato una specifica devozione mariana (lo scapolare, il mercoledì, il mese di luglio), accompagnata da scuola di preghiera e movimenti (Terz'Ordine, Gioventù carmelitana, confraternita di s. Filippo Neri e del Bambino di Praga), da iniziative culturali (biblioteca-sala di consultazione, corsi di lingua, di gregoriano, di organo) e centro d'accoglienza S. Andrea Corsini.
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