Il Foglio


MESE DI MAGGIO 2007 - ANNO 17° NUMERO 180


di Padre Agostino Bartolini Carmelitano


L'Angello di DIO


Nel dialogo fra i due Discepoli i Emmaus e Gesù che si è affiancato a loro la sera del giorno delle Risurrezione, il Maestro Divino sotto l’aspetto di un pellegrino, fra le altre parole dice a loro: “Voi capite davvero poco; come siete lenti a credere quel che i profeti hanno scritto!
Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria? Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano; cominciando dai Libri di Mosè fino agli scritti dei profeti”. Quindi per l’affermazione di Cristo stesso, Egli doveva patire, era necessario che patisse.
Nella Lettera agli Ebrei troviamo la frase: “Infatti la Legge stabilisce che quasi tutte le cose vengano purificate con il sangue, e senza spargimento di sangue i peccati non vengono rimessi”. Secondo la legge mosaica venivano offerte vittime, vitelli, capretti, agnelli, col sangue delle quali venivano asperse le cose sacre del tempio ed il popolo, secondo un rituale preciso a seconda delle occasioni dell’anno liturgico del sacerdozio levitino, e soprattutto per la remissione delle colpe dei singoli, del popolo e dello stesso sommo sacerdote.
Il sangue di quelle vittime di per sé non aveva alcun valore , né efficacia, aveva l’uno e l’altra in quanto era una figura, una profezia del sangue che avrebbe versato il Cristo nella pienezza dei tempi.

Andiamo alloro in cerca di comprendere, con l’aiuto e la guida dello Spirito Santo che, essendo Dio, conosce le cose di Dio,, la necessità della passione e morte in croce di Nostro Signore Gesù Cristo. In Adamo, come afferma l’apostolo Paolo nella sua Lettera ai Romani, tutta l’umanità ha peccato, è caduta, è morta. Cosa è il peccato?
E’ un pensiero, un sentimento, una parola, un’azione dell’uomo contro Dio. Considerato come opera dell’uomo, il peccato ha una portata ed una gravità limitata, perché l’uomo è un essere limitato; ma considerato, come realmente lo è, un’offesa a Dio, il peccato riveste una gravità infinita perché Dio è l’Infinito, l’Essere Perfettissimo, il Santo dei Santi.
Il peccato, la colpa, esige una sanzione, una riparazione, un’ammenda adeguata a riabilitare l’ordine turbato e l’armonia violata. L’uomo, come tale, è incapace, impari, è nell’assoluta impossibilità, per la sua limitatezza e per la sua nfinita distanza da Dio a dare a lui una giusta e piena riparazione.
Il peccato provoca la orte, al male della morte si ripara soltanto col sacrificio della vita, ma non di una forma di vita qualsiasi, come era quella delle vittime della legge mosaica, e neanche col sacrificio della vita dell’uomo, l’uomo infatti non può disporre della sua vita perché questa appartiene a Dio; ed il comandamento di Dio a questo riguardo è preciso: “Non uccidere”.
Dio stesso nella sua giustizia, nella sua sapienza e nel suo grande amore, è venuto incontro all’uomo, in aiuto all’uomo, e compie Lui ciò che l’uomo non avrebbe potuto fare in alcun modo. E’ Dio che, meravigliosamente, nel suo Verbo Incarnato riarmonizza alla perfezione la giustizia e la pace. Il Salmo n. 39, riportando le parole del Messia, dice: “Perciò Cristo, quando sta per entrare nel mondo, dice a Dio: Signore tu non hai voluto sacrifici e offerte, ma hai formato un corpo.
Non ti piacciono offerte di animali e sacrifici per togliere i peccati. Allora ho detto: Eccomi, o Dio, io vengo per fare la tua volontà com’è scritto di me nel Libro della Legge . Il Corpo di Cristo, la sua santissima umanità, essendo unita personalmente al Verbo Eterno di Dio, compie azioni di un valore, di un merito infinito. Gesù offre liberamente la sua vita, Egli ha il potere di offrirla e di riprenderla di nuovo, nessuno gliela può togliere.
Egli, obbediente al Padre e per amore, offre la sua vita e versa il suo sangue sulla croce e muore al posto dell’uomo peccatore. L’azione di Cristo, come si è già detto, ha un merito divino, un merito infinito, Egli è l’Agnello di Dio che si addossa i peccati del mondo, nel suo corpo crocifisso e nel suo sangue liberamente e per amore versato, rende al Padre la dovuta riparazione , per il suo sacrificio la giustizia e la pace si incontrano e si baciano, ed in Cristo crocifisso, sepolto e risorto, la morte è stata vinta definitivamente, l’uomo ha ottenuto una redenzione che gli assicura la salvezza e la vita eterna.

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