L'impegno di preghiera per le vocazioni
della Famiglia Carmelitana

Queste preghiere le puoi utilizzare per la tua meditazione quotidiana

L'impegno di preghiera per le vocazioni: mese di marzo

Preghiera del mese di gennaio

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Preghiera a Maria per le Vocazioni

Madre di Gesù Cristo e Madre dei sacerdoti, ricevi questo titolo che noi tributiamo a te per celebrare la tua maternità e contemplare presso di te il Sacerdozio del tuo Figlio e dei tuoi figli, Santa Genitrice di Dio.
Madre di Cristo, al Messia Sacerdote hai dato il corpo di carne per l'unzione del Santo Spirito a salvezza dei poveri e contriti di cuore, custodisci nel tuo cuore e nella Chiesa i sacerdoti, Madre del Salvatore.
Madre della fede, hai accompagnato al tempio il Figlio dell’uomo, compimento delle promesse date ai Padri, consegna al Padre per la sua gloria i sacerdoti del Figlio tuo, Arca dell'Alleanza.
Madre della Chiesa, tra i discepoli nel Cenacolo pregavi lo Spirito per il Popolo nuovo ed i suoi Pastori, ottieni all'ordine dei presbiteri la pienezza dei doni, Regina degli Apostoli.
Madre di Gesù Cristo, eri con Lui agli inizi della sua vita e della sua missione, lo hai cercato Maestro tra la folla, lo hai assistito innalzato da terra, consumato per il sacrificio unico eterno, e avevi Giovanni vicino, tuo figlio, accogli fin dall'inizio i chiamati, proteggi la loro crescita, accompagna nella vita e nel ministero i tuoi figli, Madre dei sacerdoti. Amen!

Riflessione
Maria Madre di Dio

La Chiesa celebra la solennità di Maria SS. Madre di Dio il primo giorno del nuovo anno. L’evangelista Luca è attento a indicare la reazione suscitata dalla testimonianza dei pastori: “Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano”: è la reazione dello stupore, ossia di una meraviglia che lascia sorpresi e attoniti. È in questo contesto che Luca inserisce la figura spirituale di Maria, ossia il suo atteggiamento di fronte al mistero della nascita del Figlio di Dio dal suo grembo. “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). “Serbava tutte queste cose”. Quali sono queste cose? Non solo tutto ciò che si muove intorno alla nascita del bambino, ma anche e soprattutto “questa stessa nascita” nel suo contenuto così inaudito e sorprendente eppure così reale e in qualche modo constatabile: è la nascita nel tempo del Figlio eterno di Dio attraverso l’umanità di Maria, quindi mediante il consenso della sua libertà, il dono del suo cuore, l’offerta di tutta se stessa. Così, con i medesimi occhi con cui Maria guardava al bambino quale frutto del suo grembo, guardava al bambino quale Figlio di Dio. Maria ha percepito la singolarità della maternità che in lei è sbocciata quando lo Spirito Santo è disceso su di lei e su di lei ha steso la sua ombra la potenza dell’Altissimo. La straordinarietà del bambino si rifletteva sulla straordinarietà della madre! Ne deriva allora che non ci è possibile separare la fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, dalla fede in Maria SS., vera Madre di Dio. Pertanto non ci è possibile riversare il nostro amore riconoscente e gioioso a Cristo Salvatore senza rivolgere il nostro affetto, la nostra gratitudine, la nostra lode a Maria, la vergine Madre. Con la liturgia diciamo: “Come cantare le tue lodi, santa vergine Maria? Colui che i cieli non possono contenere, tu lo hai portato nel grembo. Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno”.

Preghiera del mese di febbraio

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Preghiera
Signore, dona evangelizzatori santi!

Signore Gesù, che a prezzo del tuo Sangue prezioso hai redento il mondo, volgi il tuo sguardo misericordioso sull’umanità che ancora giace nelle tenebre e nell’ombra della morte e manda ancora i tuoi Apostoli, che con la loro parola e il loro sacrificio portino la luce del tuo “Vangelo” e la forza del tuo “Pane di vita”.
Rispondendo alla tua chiamata, sappiano rinunciare per te alle cose del mondo, ad ogni ispirazione di gloria materiale o umana, e si dimostrino disponibili alle necessità urgenti della Chiesa in qualsiasi missione venga loro affidata.
Felici del loro dono totale, felici del loro celibato, possano essi approfondire nelle loro giornate, di cui l’Eucaristia segna quotidianamente il vertice, che cosa significa offrire la propria vita in sacrificio per la salvezza degli uomini.
Nella tua bontà ricorda in modo particolare il sacrificio dei missionari, i quali, per amore tuo, hanno lasciato il loro paese di origine, le loro famiglie, tutto quanto avevano, per venire e vivere, in mezzo ai loro nuovi fratelli, per amarli come loro nuovo popolo e per servirli. Ricompensa, Signore, tanta generosità! Fai che essa sia riconosciuta, che susciti altre vocazioni, che risvegli in tutti un autentico spirito missionario.
Cuore dolcissimo di Gesù, che hai detto: “Pregate il Padrone della mèsse perché mandi operai nella sua mèsse, e ci hai dato fiducia di esaudirci, noi, per obbedire a questo comando del tuo divino zelo, ti supplichiamo di mandare i buoni operai alla santa Chiesa.

Riflessione
Amati da Dio

“Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui” (Mc 3,13).
Gesù sale sul monte per costituire il nuovo popolo di Dio. Questo salire sul monte ci richiama l’immagine di Mosè sul monte Sion. Infatti anche Mosè sale sul monte dove riceve il Decalogo, cioè, riceve da Dio stesso le leggi che trasformano tutta quella massa di gente nel vero popolo di Dio, il popolo eletto, con il quale Dio fa “Alleanza”.
“Se vorrete ascoltare la mia voce, e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli…voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Esodo 19,5-6).
Anche Gesù sale sul monte e chiama a sé i Dodici dando inizio, così, al nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Gesù aveva già chiamato i quattro discepoli lungo il mare di Galilea e poi Levi, e forse tanti altri. Ora chiama di nuovo. Questa infatti è la seconda chiamata, e altre ne seguiranno lungo la narrazione del Vangelo di Marco. La prima chiamata fu a seguirlo lasciando le reti e tutto quello che possedevano. Questa seconda chiamata perfeziona la prima e chiama a stare con Lui in intimità e amicizia. Anche per noi ci sono, durante la nostra vita, varie chiamate che si susseguono cercando e donando a noi una perfezione sempre maggiore. Infatti la nostra conoscenza del Signore è progressiva e formata da tante tappe sempre più perfette che ci aiutano a crescere nella nostra risposta a Dio. Gesù dunque sale sul monte e chiama a sé “QUELLI CHE EGLI VOLLE”. Questo “volere” da parte di Dio, non è segno di preferenza, ma significa esclusivamente “voler bene”. Siamo chiamati soltanto perché “Amati” e tutti siamo “chiamati” perché “Amati”. L’origine di ogni chiamata, di ogni elezione è sempre e soltanto il suo “Amore gratuito”. Come dice al suo popolo d’Israele: “Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli, siete infatti il più piccolo di tutti i popoli, ma perché il Signore vi ama”, e il Signore è fedele al suo Amore.

Preghiera del mese di marzo

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Preghiera
La vera conversione

Gesù, via verità e vita, il tuo passaggio tra di noi ha aperto nuove possibilità di vita e più ampi orizzonti di speranza. Converti al tuo Regno quanti hai chiamato a te con il Battesimo e l’ascolto dell’annuncio evangelico e cambia anche il nostro cuore che ancora è aggrappato alle vecchie abitudini.
Gesù, Servo di Dio, l’incomprensione e l’opposizione non ti hanno scoraggiato e distolto dal portare avanti la tua missione e dal compimento della volontà del Padre: concedici di compiere la nostra vocazione con costante perseveranza e paziente impegno.
Gesù buono, la vera conversione è dono della tua misericordia ed impegno umile e metodico a seguire i tuoi insegnamenti. Ma per vivere la nostra vocazione abbiamo bisogno di pastori saggi e sapienti, che chiamati da te, ci aiutino a vedere la via che tu hai preparato per noi e ci aiutino a percorrerla con i loro consigli. Dona alla tua chiesa questi pastori saggi e fedeli, che guidino i tuoi figli verso la tua casa.
Gesù, ricco di misericordia, tu hai donato come sacramento di autentica conversione la Confessione. Fai che i cristiani imparino ad utilizzare con umile fedeltà questo Sacramento, per poter essere guariti interiormente dal tuo amore e dalla comunione con i loro fratelli nella Chiesa.
Cuore dolcissimo di Gesù, che avendo detto: “Pregate il Padrone della mèsse, perché mandi operai nella sua mèsse”, ci hai dato fiducia di esaudirci, noi, per obbedire al divino comando del tuo Amore, ti supplichiamo perché ti degni di mandare i buoni operai alla tua Chiesa.

(Cen. Voc. 2-2007)

Riflessione
Quaresima il digiuno

“Quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti… Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,16-18).
Questo brano non vale solo per il digiuno in senso stretto, ma ha un valore assai più grande, se teniamo presente la sua intenzione profonda e la sua collocazione al centro del discorso della montagna. Si riferisce infatti non solo alla fatica del digiuno vero e proprio, quando cioè sentiamo la pesantezza della fame, avvertiamo il nervosismo di chi si priva per qualche tempo del cibo; le parole di Gesù valgono per ogni cosa che ci costa e chiede sacrificio, per ogni cosa in cui dobbiamo pagare di persona. E questo anche fisicamente, portando magari il peso di un cattivo umore, il peso di una situazione esteriore difficile, di una salute poco buona, il peso di gente dura di orecchi e di cuore. Tutte queste situazioni, che possiamo chiamare “digiuno”, coprono buona parte delle nostre giornate. Quali allora gli atteggiamenti possibili? Noi con facilità facciamo pesare agli altri ciò che ci pesa; lo facciamo pesare con il malumore, con il volto imbronciato, in modo che tutti si accorgano e ci compiangano e si sentano un po’ colpevolizzati. L’insegnamento di Gesù invece è cercare di non far vedere nulla, ma, anzi, mostrare gioia, serenità, buon umore, accoglienza cordiale, un certo ottimismo: è l’eroismo di cui parla il Vangelo. Se fai pesare sugli altri i tuoi sacrifici, se compi i tuoi impegni per dovere, magari guardando continuamente l’orologio mentre una persona ti sta parlando, hai già ricevuto la tua ricompensa, ti sei sufficientemente sfogato, e non puoi chiedere di più al Signore. Cerca dunque l’atteggiamento che ti mette in relazione diretta con il cuore del Padre, tenendo dentro di te, nel segreto, il sacrificio, il “digiuno” che hai fatto, e il Padre, nel segreto, ti ricompenserà.